giovedì 9 agosto 2012

Lettera a un ex atleta


Caro Alex, hai veramente creato un bel casino… Ho sentito in televisione la tua conferenza stampa e devo dirti che mi sono veramente commosso. Sai, io non sono un giornalista, sono una persona anonima, come i milioni di anonimi che fino a ieri ti hanno ammirato ed acclamato e che oggi sono rimasti di merda nel sentire dai giornali che anche tu ti dopavi.
Sinceramente non so se hai detto tutta la verità, perché potresti , malgrado tutto, coprire la o le persone che ti hanno portato allo stato attuale, come la sindrome di Stoccolma, dove la vittima si innamora del carnefice. Ma a me questo interessa poco. La cosa importante è che finalmente sei uscito dall’incubo che stavi vivendo. Perché io credo che il mea culpa fatto davanti a milioni di persone, il pianto che reputo sincero, ti hanno tolto dallo stomaco un tumore che ti avrebbe portato a ben più gravi conseguenze.
Io non solo non ti giudico, ma ti assolvo a prescindere… molti altri personaggi oggi, in quest’Italia, dovrebbero passare sotto la gogna mediatica e non solo, e invece li abbiamo quotidianamente davanti agli occhi spudoratamente sornioni, sorridenti o finti incazzati, come se con i mali dell’Italia loro non avessero nulla in comune, e giocano allo scaricabarile. Oggi tu sei diventato il capro espiatorio e la divagazione da ben altri problemi
Ma poi, alla fine, né io né altri abbiamo titoli per giudicarti, assolverti o condannarti. La vita è tua e prima di ogni cosa, per debolezza caratteriale, hai tradito te stesso e le tue aspettative future, o forse neanche più quelle, visto che di siffatta vita eri nauseato e non sapevi come uscirne. Il polverone che hai alzato è stato invece motivo, per i soliti soloni pronti a lapidarti, di riempire pagine di giornali, mettere su serate televisive di approfondimento, dove tutti dovranno per forza dare un giudizio su di te e sulla tua vita, su quello che hai fatto e su quello che avresti potuto fare, se le tue medaglie sono pulite o sono drogate, se Carolina ti lascia o no, se la tua è stata fragilità psicologica o invidia per i suoi successi, e tutte le coglionate che ognuno di loro avrà nel paniere delle domande che non avranno mai risposta, perché la verità la sai solo tu e tu solo sai perché sei caduto in questo tranello.
Avrai sentito di tanta gente, che pur ricopriva ottimi incarichi nella società, abbandonare la città, il sistema, questo modo di vivere, per andarsene in campagna, novelli Cincinnato, a fare gli agricoltori, i contadini e stare a contatto con la natura. Bene, tu hai la fortuna di poter ritornare a vivere questa vita, perché in campagna ci sei nato e sei fatto per vivere libero la vita di ogni comune mortale senza l’assillo del cronometro che scandisce la tua marcia, il tuo tempo, i tuoi divertimenti, le tue serate con gli amici, la tua vita infine. Adesso che il gossip ti ha fagocitato, hai pagato il dazio che il sistema pretende. Tra una settimana ci saranno altre notizie che metteranno nello scantinato la tua vicenda, oltre tutto hai anche un nome, Schwazer, difficile per noi da pronunciare e ricordare. 
Resterai solo con te stesso, i tuoi genitori e forse - ma ne dubito – Carolina. Allora, se veramente vuoi ricominciare una nuova vita, la vita di tutti i giorni, quella vera con gioie e dolori, fatta di lavoro e di responsabilità ma anche di serenità d’animo e di semplicità, hai a disposizione i mezzi  e i luoghi dove vivere la normalità come tanti altri milioni di persone. E son certo che hai l’intelligenza, la forza e la volontà per ricominciare. Per gli amici, i vicini, i compaesani, che ti conoscono bene sarai sempre il ragazzo che era andato via per un po’ di tempo e ti accoglieranno con un “ciao Alex, dove sei stato? Era ora che tornassi… ti va di fare quattro passi?” .

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